Colazione e pranzo di Pasqua?

Trend13/04/2019

Diamo un occhio alla tradizione!

In occasione delle festività vi sono tradizioni antiche capaci di riportarci sulle orme della nostra cultura, dei nostri avi. E la gastronomia ha tante storie da raccontare. Abbiamo ripercorso alcuni territori alla luce dei prodotti gastronomici in occasione della Pasqua.

In Liguria, non può mancare la Torta Pasqualina che pare sia nata addirittura nel 1400 nell’area di Genova ed è composta da una sottile pasta sfoglia ripiena di ricotta, uova, spinaci o biete e altre erbe di stagione. In Veneto, sulle tavole deve esserci la Fugassa, che  spesso sostituisce la classica Colomba, più diffusa nel resto d’Italia. Si dice sia nata secoli fa dall’inventiva di un fornaio trevigiano che, alla ricerca di un dolce povero da regalare ai suoi clienti in occasione della Pasqua, prese la base del pane e aggiungendo uova, un po’ di burro e di zucchero ottenne un impasto incredibilmente leggero e soffice. L’aroma dell’impasto può essere vario, dal cedro alla vaniglia, ma non possono mancare le coperture di zucchero in superficie.

In Toscana, soprattutto a Livorno, c’è la vera Schiacciata di Pasqua toscana, dolce alto e morbido, più simile a una focaccia che a una schiacciata vera e propria, è un insieme di farina, zucchero, burro, olio, uova e lievito di birra, aromatizzato grazie a ingredienti dalla forte personalità come l’anice, il vin santo, il miele, l’arancia e il limone. La Ciaramicola invece è un dolce pasquale a forma di ciambella tipico della provincia di Perugia, caratterizzato dal colore rosso - dovuto alla presenza dell’alchermes - dalla glassa bianca e dai confettini colorati a  copertura. Il dolce, nella sua forma e nei suoi colori, rappresenterebbe proprio la città di Perugia e i suoi cinque rioni: Porta Sole, Porta Sant'Angelo, Porta Susanna, Porta Eburnea e Porta San Pietro. Tradizione vuole che nell’antichità le ragazze ancora nubili preparassero il dolce come regalo per i propri fidanzati.

In Campania abbiamo la celeberrima Pastiera, realizzata grazie all’unione di ricotta, frutta candita, uova, grano bollito nel latte, zucchero, spezie e aromi come cannella e acqua di fiori d’arancio. Secondo la leggenda, la nascita della pastiera è legata alla sirena Partenope, la figura mitologica che spesso trascorreva il suo tempo cantando immersa nelle acque del golfo della città. Un giorno il suo canto commosse i cittadini a tal punto che decisero di portarle in dono ciò che avevano di più prezioso: gli ingredienti che oggi compongono la torta. Lei li portò agli dèi che, miracolosamente, li unirono creando la prima pastiera, dolce come la sua voce.

In Calabria, i Cudduraci sono dolci di varie forme caratterizzati dalla presenza all’esterno di uno o più uova sode, legate alla simbologia della resurrezione. Preparati con farina, zucchero, lievito, burro e uova, normalmente hanno una forma arrotondata e sono decorati con intrecci che li fanno assomigliare a delle ghirlande o a dei cestini, perfettamente in tema con il periodo. Spesso sono aromatizzati con liquori a base di anice o amaretto, ma l’importante è che abbiano tutti una caratteristica fondamentale: un uovo sodo incastrato al centro, con tanto di guscio. A  Favara, in Sicilia, si fa l’Agnello Pasquale, un  dolce a base di pasta di mandorle e pasta di pistacchio, ingredienti tipici dell’isola: il nome si deve alla sua forma che ricorda quella di un agnellino, comodamente accoccolato a terra. Inventato secoli fa dalle suore del Collegio di Maria di Favara, nel corso degli anni divenne un piatto tipico pasquale delle famiglie della zona, ma senza essere mai realmente commercializzato. Infine, le Pàrdulas sarde sono delle piccole torte realizzate con una spessa pasta sfoglia di farina di semola e riempite di ricotta di pecora, zucchero e uova, un mix che è spesso aromatizzato con vaniglia, arancia o uvetta. In italiano vengono chiamate anche “formaggelle”, ma solo perché il loro ripieno ricorda vagamente quello della cheesecake. Gli  ingredienti sono quelli caratteristici della cucina povera sarda.

Dove trovare gli ingredienti o queste specialità?

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