Operazione Sottoveste

Trend09/09/2019

Ma che sia in raso, come quella della Mangano e della Loren

Adesso viene spesso portata in modo grossolano, con scarpe inadatte e senza la seduttività che il corpo, ampiamente denudato ed esposto, dovrebbe avere. Ma un tempo la sottoveste era un simulacro di tentazione. Fu Paul Poiret, il sarto che definì il punto vita negli anni Venti, a sostituire sottabiti di flanella e mussola con sottovesti leggere, da indossare con abiti corti e fluidi, con gonne danzanti. Poi, gli anni Trenta e Quaranta portarono i telefoni bianchi e le attrici americane: eroine di Francis Scott Fitzgerald, Gloria Swanson, Jean Harlow, Joan Crawford, Doris Duranti, vamp e dark lady. Passato il rigore, climatico ed economico, della guerra, la sottoveste torna ad allietarci con la purezza della seta: le donne anelano a vestirsi bene anche sotto gli abiti. Sottovesti coordinate alle mutandine, completi dai colori accattivanti. E arrivano Silvana Mangano, Lucia Bosé, Sophia Loren, Yvonne Sanson, Brigitte Bardot.  Poi, con il fluire del tempo, la sottoveste diventa capo a vista ma perde di poesia, di quel legame con il proibito, con il sogno, che le aveva inchiodato addosso il vessillo della seduzione.

Oggi Yamamay la rispolvera, con i suoi codici essenziali: vita stretta, fogge a portafoglio con bordi di pizzo, fluidità estesa, colori come burro, giallo canarino, rosa pallido, nero con fiori bianchi. Per dedicare a se stesse un effluvio di bellezza nell’ambiente domestico o per sentirsi come le eroine da film di una volta.

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